cancro localizzato prostata
Conferma diagnostica
Quando si sospetta un tumore prostatico, o un esame di screening è indicativo di un rischio aumentato, si prospetta una valutazione più invasiva. L'unico esame in grado di confermare pienamente la diagnosi è la biopsia, ossia l'asportazione di piccoli frammenti di tessuto per l'esame al microscopio. Tuttavia, prima che alla biopsia, si può ricorrere a metodiche meno invasive per raccogliere informazioni riguardo la prostata ed il tratto urinario: la cistoscopia mostra il tratto urinario a partire dall'interno della vescica usando un piccolo endoscopio inserito nell'uretra; l'ecografia transrettale disegna un'immagine della prostata tramite gli ultrasuoni emessi da una sonda inserita nel retto.
Se si sospetta un tumore si ricorre alla biopsia. Con essa si ottengono campioni di tessuto dalla prostata tramite il retto: una pistola da biopsia inserisce e quindi rimuove speciali aghi a punta cava (di solito da tre a sei per ogni lato della prostata) in meno di un secondo. I campioni di tessuto vengono quindi esaminati al microscopio per determinare la presenza di cellule tumorali, e valutarne gli aspetti microscopici. In genere le biopsie prostatiche vengono eseguite ambulatorialmente e di rado richiedono l'ospedalizzazione. Il 55% degli uomini riferiscono malessere durante la procedura.
Stadiazione
Una parte importante della valutazione diagnostica è la stadiazione, ossia il determinare le strutture e gli organi interessati dal tumore. Determinare lo stadio aiuta a definire la prognosi e a selezionare le terapie. Il sistema più comune è il sistema a quattro stadi TNM (abbreviazione da Tumore/LinfoNodi/Metastasi), che prevede di considerare le dimensioni del tumore, il numero di linfonodi coinvolti e la presenza di metastasi.
La distinzione più importante operata da qualsiasi sistema di stadiazione è se il tumore è o meno confinato alla prostata. Nel sistema TNM, i tumori classificati clinicamente come T1 e T2 sono limitati alla prostata, mentre i T3 e T4 si sono diffusi ad organi vicini. Diversi esami sono disponibili per evidenziare una valutazione in questo senso, ed includono la TAC per valutare la diffusione nella pelvi, la scintigrafia per le ossa, e la risonanza magnetica per valutare la capsula prostatica e le vescicole seminali.
Dopo una biopsia prostatica, un patologo esamina il campione al microscopio. Se è presente un tumore il patologo ne indica il grado; questo indica quanto il tessuto tumorale differisce dal normale tessuto prostatico, e suggerisce quanto velocemente il tumore stia crescendo. L'indice di Gleason assegna un punteggio da 2 a 10, dove 10 indica le anormalità più marcate; il patologo assegna un numero da 1 a 5 alle formazioni maggiormente rappresentate, poi fa lo stesso con le formazioni immediatamente meno comuni; la somma dei due numeri costituisce il punteggio finale. La classificazione secondo Whitmore-Jewett è un altro metodo talvolta in uso. Un'appropriata definizione del grado di malignità del tumore è di importanza fondamentale, in quanto uno uno dei fattori utilizzati per guidare le scelte terapeutiche.
Terapia
La terapia del carcinoma prostatico può comprendere: l'osservazione in assenza di trattamento, la chirurgia, la radioterapia, gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità HIFU, la chemioterapia, la criochirurgia, la terapia ormonale, o una combinazione di queste. La scelta dell'opzione migliore dipende dallo stadio della malattia, dal punteggio secondo la scala Gleason, e dai livelli di PSA. Altri fattori importanti sono l'età del paziente, il suo stato generale, e il suo pensiero riguardo la terapia proposta e gli eventuali effetti collaterali. Poiché tutte le terapie possono indurre significativi effetti collaterali, come le disfunzione erettile e l'incontinenza urinaria, discutere col paziente circa la possibile terapia spesso aiuta a bilanciare gli obiettivi terapeutici coi rischi di alterazione dello stile di vita.
Se il tumore si è diffuso esternamente alla prostata, le opzioni terapeutiche cambiano. La terapia ormonale e la chemioterapia sono spesso riservate ai casi in cui la malattia si è estesa esternamente alla prostata; tuttavia esistono delle eccezioni: la radioterapia può essere impiegata per alcuni tumori in fase avanzata, e la terapia ormonale per alcuni in fase precoce. La crioterapia, la terapia ormonale e la chemioterapia possono inoltre essere utilizzate se il trattamento iniziale fallisce e il tumore progredisce.
Osservazione
L'osservazione, una "sorveglianza attiva", prevede il regolare monitoraggio della malattia in assenza di un trattamento invasivo. Spesso vi si ricorre quando si riscontra, in pazienti anziani, un tumore in stadio precoce e a crescita lenta. Può essere consigliabile anche quando i rischi connessi alla chirurgia, alla radioterapia, o alla terapia ormonale sopravanzino i possibili benefici. Si possono intraprendere gli altri trattamenti se si manifestano sintomi, o se appaiono indizi di un'accelerazione nella crescita del tumore. La maggioranza degli uomini che optano per l'osservazione di tumori in stadi precoci vanno incontro alla possibilità di manifestare segni di progressione del tumore, e entro tre anni hanno necessità di intraprendere una terapia. Sebbene tale scelta eviti i rischi connessi alla chirurgia e alle radiazioni, il rischio di metastasi si può innalzare. I problemi di salute connessi all'avanzare dell'età durante il periodo di osservazione possono anch'essi complicare la chirurgia e la radioterapia.
Chirurgia
La rimozione chirurgica della prostata, o prostatectomia, è un trattamento comune sia per i tumori prostatici in stadi precoci, sia per i tumori non rispondenti alla radioterapia. Il tipo più comune è la prostatectomia retropubica radicale, in cui si rimuove la prostata tramite un'incisione addominale. Un altro tipo è la prostatectomia perineale radicale, in cui l'incisione è praticata a livello del perineo, la regione fra lo scroto e l'ano. La prostatectomia può risolvere circa il 70% dei casi di tumore della prostata.
La prostatectomia radicale è molto efficace per i tumori limitati alla prostata, tuttavia può causare danni ai nervi in grado di alterare significativamente la qualità della vita dei pazienti. Le complicazioni più importanti sono l'incontinenza urinaria e l'impotenza. Circa il 40% degli uomini residuano incontinenza urinaria, di solito sotto forma di perdite quando starnutiscono, tossiscono o ridono. L'impotenza è anch'essa un problema comune: sebbene la sensibilità sul pene e la capacità di raggiungere l'orgasmo rimangano intatte, l'erezione e l'eiaculazione sono spesso compromesse; farmaci come il sildenafil (Viagra), il tadalafil (Cialis), o il vardenafil (Levitra) possono ristabilire un certo grado di potenza. In alcuni uomini con tumori più piccoli, una tecnica chirurgica meno invasiva può essere d'aiuto per evitare queste complicazioni.
La prostatectomia radicale è stata tradizionalmente usata come unico trattamento per un tumore di piccole dimensioni. Tuttavia cicli di terapia ormonale prima della chirurgia possono migliorare le percentuali di successo, e sono correntemente oggetto di studio. La chirurgia può essere intrapresa anche quando il tumore non risponde alla radioterapia, tuttavia, poiché le radiazioni causano modifiche dei tessuti, in questa situazione aumentano i rischi di complicazioni.
La resezione transuretrale della prostata è una procedura chirurgica messa in atto quando l'uretra è ostruita a causa dell'ingrossamento prostatico; generalmente è riservata alle malattie prostatiche benigne e non è intesa come trattamento definitivo del tumore. Consiste nell'inserimento nell'uretra di un piccolo endoscopio, tramite il quale, con apposito strumento, si taglia via la parte di prostata che occlude il lume.
Radioterapia
La radioterapia utilizza i raggi X per uccidere le cellule tumorali; i raggi X sono un genere di radiazione ionizzante in grado di danneggiare o distruggere il DNA delle cellule in crescita. Due differenti tipi di radioterapia sono utilizzati nel trattamento del carcinoma prostatico: la radioterapia a fascio esterno e la brachiterapia.
La radioterapia a fascio esterno utilizza un acceleratore lineare per produrre raggi X ad alta energia che vengono raggruppati in un fascio diretto contro la prostata. Una tecnica chiamata Radioterapia ad Intensità Modulata (IMRT) può essere utilizzata per adattare il fascio radiante alla forma del tumore, permettendo di somministrare dosi maggiori con minor danno per la vescica ed il retto. La radioterapia a fascio esterno viene in genere somministrato per diverse settimane, con visite giornaliere ai centri di radioterapia.
La brachiterapia prevede il posizionamento di circa 100 piccoli "semi" contenenti materiale radioattivo (come lo iodio 125 o il palladio 103) tramite un ago attraverso la cute del perineo direttamente nel tumore. Questi semi emettono raggi X a bassa energia, in grado di percorrere solo una breve distanza; sono permanenti ma non comportano rischi di emissione all’esterno di radiazioni.
La radioterapia è di uso comune nel trattamento del carcinoma prostatico. Può essere utilizzata al
Ultime Notizie
Alcol alla guida: regole più severe
Lo prevede una proposta di legge all'esame della Camera e che dovrebbe essere varata a fine gennaio
cancro localizzato prostata
il trattamento HIFU con Ablatherm h una opzione terapeutica emergente per il cancro localizzato della prostata
il trattamento cancro prostata con ultrasuoni focalizzati, Ablatherm ...
EDAP-azienda internazionale che produce apparecchiature medicali HIFU (High Intensity Focused Ultrasound) per trattamento mininvasivo del cancro localizzato della prostata ed altre ...
Edap: cancro prostata, la tecnologia del trattamento con ultrasuoni ...
HIFU Planet : sconfiggere e guarire il cancro della prostata con Ablatherm HIFU, trattamento localizzato non invasivo ad ultrasuoni focalizzati di alta intensità contro il cancro ...
Cancro della prostata : HIFU Planet, trattamento del cancro con ...
Nel paziente con cancro alla prostata clinicamente localizzato, la cinetica del PSA prima di un trattamento curativo è un potente fattore prognostico di mortalità cancro ...
Comportamento del PSA nei pazienti con cancro alla prostata ...
La stadiazione determina l’ estensione del cancro della prostata. Cancro localizzato della prostata significa che il cancro è limitato all'interno della ...
Studio Urologico Gallo - Cancro della Prostata
... di Iodio – 125 “OncoSeed” è un trattamento molto efficace per pazienti affetti da cancro localizzato alla prostata.
Brachiterapia Della Prostata
Grading e stadiazione del cancro della prostata La scala di Gleason L'aspetto ... Se il tumore è confinato alla sola prostata (T1-T2) si definisce anche ‘localizzato'; se ha superato ...
AIMaC - Grading e stadiazione del cancro della prostata
... aiutano il medico a stabilire i rischi che il cancro comporta per la vostra salute e per l'aspettativa di vita. Che cosa comporta il trattamento del cancro localizzato alla prostata? Se ...
Cancro della prostata: Dovrei sottopormi all'esame?
Il nostro approccio ed i nostri dati dovrebbero rassicurare gli uomini con cancro alla prostata localizzato. La radioterapia/radiochirurgia del corpo combinata con l'impianto dei ...
Cancro alla Prostata: i risultati della Brachiterapia - Gil Lederman
Prostata: seguita la storia del cancro per 20 anni - ... perfettamente definita per i pazienti affetti da tumore localizzato della prostata ...
